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credenza sideboard Mario Labò anni 30 in radica di noce e acero chiaro

Mario Labò e la credenza anni ’30: razionalismo con anima ligure

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Nel cuore degli anni Trenta, mentre l’Europa sperimentava nuove visioni estetiche tra Bauhaus, déco e razionalismo, l’Italia accoglieva queste correnti traducendole in forme che parlassero una lingua propria, più calda, umana, radicata nella tradizione artigianale. La credenza sideboard Mario Labò anni ’30 ne è un esempio luminoso: una fusione impeccabile tra funzionalità modernista e sensibilità mediterranea.

La parola chiave è razionalismo

La parola chiave per comprendere questa credenza è razionalismo. Architetto genovese e figura marginale solo per scelta, Mario Labò abbracciò il rigore geometrico del Movimento Moderno ma lo reinterpretò con una cura tutta italiana per il dettaglio e per i materiali. La sua produzione, mai industriale né seriale, traduce i principi dell’architettura razionalista in forme d’arredo sobrie, eleganti, quasi ascetiche, ma sempre profondamente tattili.

Questa credenza in particolare, con le sue linee nette, i volumi ben calibrati e l’assenza di ornamenti superflui, si pone come un manifesto silenzioso del razionalismo italiano. Ma c’è molto di più.

Legni nobili e proporzioni perfette

A differenza dei freddi mobili metallici che in quegli stessi anni cominciavano a comparire nelle case mitteleuropee, il mobile di Labò utilizza legni masselli e impiallacciature pregiate, con venature che esaltano la purezza delle superfici. La razionalità costruttiva convive con una sensibilità quasi artigianale, dove ogni giunzione, ogni maniglia, ogni cerniera è pensata non solo per durare, ma per emozionare nel tempo.

Le dimensioni generose, ma non invadenti, la rendono ideale anche in contesti contemporanei, dove si cerca un pezzo forte capace di dialogare con spazi minimali o eclettici. È un arredo che non chiede attenzione, ma la ottiene naturalmente.

Modernità senza tempo

Possedere una credenza Mario Labò degli anni Trenta significa portare in casa un frammento di storia architettonica e culturale italiana. È un oggetto che sfida le mode, perfetto per chi rifiuta il décor effimero e cerca invece una modernità senza tempo, costruita sulla qualità e sul pensiero.

Questo sideboard si presta a molteplici letture: può essere il bar elegante in un salotto raffinato, il contenitore discreto in una zona giorno minimalista, o l’elemento che dà carattere a un ingresso ampio. In ogni caso, trasmette una coerenza progettuale rara, quella che oggi si tende a smarrire tra produzioni di massa e stili mescolati senza criterio.

Il ritorno dell’arredo architettonico

Oggi stiamo assistendo a un rinnovato interesse per mobili progettati da architetti: pezzi che non sono solo belli, ma che raccontano un pensiero. In questo senso, la credenza di Mario Labò rientra a pieno titolo in una categoria di oggetti che sono anche testimonianze culturali. Non un semplice mobile vintage, ma un elemento capace di dare struttura e significato all’ambiente in cui si inserisce.

E in un mondo saturo di stimoli visivi, questa è una qualità preziosa: la calma bellezza dell’essenziale, il rigore che non rinuncia alla poesia.

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